Gli anni della consacrazione “1983-1994″

Come già detto è durante il biennio Simoncini che il Club dà vita al Premio della Bontà. Ogni anno vengono premiate persone che si sono prodigate per il prossimo, in silenzio. Storie di bontà quotidiana apparentemente contro corrente.

Scorrendo l’elenco dei premiati si incontrano storie commoventi che Piero Bailo tratteggia in modo egregio, unitamente ai disegni di Trento Longaretti, in un volumetto che ricorda il decennale del Premio.

Nel periodo 1983-84 viene premiata Elodia Pedrini che ha cresciuto da sola dieci orfanelli, a lei affi dati da don Bepo Vavassori, mentre per l’anno sociale 1984-85 il Premio della Bontà viene assegnato a Brunilde e Gianluigi Ghezzi che, già genitori di tre fi gli, prendono in affi damento altri quattro bambini, tre dei quali orfani del terremoto del Friuli ed una affetta da anemia mediterranea. L’anno dopo il premio (1986) a rallegrare la famiglia arriva il quarto fi glio naturale.

Dopo i due mandati di Tino Simoncini il testimone della presidenza per il 1985-86 passa a Gian Franco Miller

Barbieri, che, sensibile ai temi sociali, ed in particolare a quello della droga, invita a Bergamo Vincenzo Muccioli, il papà di San Patrignano. Muccioli avvince l’uditorio illustrando lo spirito sociale che coinvolge gli operatori

di San Patrignano ma quando Barbieri gli vuole consegnare il ricavato dei contributi versati dai soci non lo accetta e dice di usare quei soldi per aiutare i ragazzi di Bergamo. I soldi verranno poi devoluti alla Comunità per il recupero dei tossicodipendenti della Battaina.

Il 1985 è anche l’anno del trasferimento dai locali dell’Hotel Excelsior San Marco alla sede di via Verdi, al civico 3. E il 27 febbraio viene celebrata la Charter delle Lioness, sponsorizzata dal San Marco, con la collaborazione dell’Host e del Colleoni.

Ancora una volta Bergamo si dimostra all’avanguardia come iniziative dato che solo due anni dopo la onvenzione di Taiwan stabilirà che anche le donne hanno diritto a diventare socie Lions.

Il Club Host contribuisce alla ristampa di uno splendido manoscritto del Cinquecento, “I Dogi di Venezia”,

in collaborazione con il Credito Bergamasco:

cento Dogi effi giati con i loro stemmi a colori. Il Club continua a muoversi a tutto campo, da una parte finanziando la meritoria opera di Marcello Candia, in Brasile, che continua, nonostante la sua scomparsa, e dall’altra portando avanti il restauro delle Polveriere, arte integrante del monumentale complesso cinquecentesco delle Mura. Il restauro delle Polveriere inizia sotto la presidenza Miller Barbieri e termina nel 1987 sotto quella di Pierangelo Chiesa. Per l’occasione viene dato alle stampe un volume, scritto da Pino Capellini, giornalista de L’Eco di Bergamo e grande esperto di storia bergamasca, per illustrare la storia, le caratteristiche e l’importanza di questi manufatti. “Per le due polveriere – scrive Capellini – il luogo venne scelto con grande cura. Una fu innalzata nel cuore del forte di San Marco, nella parte superiore, chiave della difesa cittadina. L’altra più in basso, nella valletta tra Colle Aperto e la Porta San Lorenzo. Entrambe in posizione defi lata, e che il nemico non avrebbe mai potuto colpire direttamente con il cannone, lontano dall’abitato”. Quattrocento anni dopo la loro costruzione il Lions Club le riporta al loro antico splendore. Un restauro non semplice al quale il Club pensava dal 1981 perché preoccupato della vulnerabilità di questo complesso di difesa. Curatore del restauro è il lion Pinetti, il quale esprime l’auspicio che il Comune di Bergamo possa liberare, appena possibile, il vano di edifi cio di sua proprietà, in modo da rendere possibile l’accesso ai visitatori all’interno delle Polveriere. Ed al Comune di Bergamo il Club rivolge un altro invito, quello di intitolare una via al pittore Alberto Vitali, scomparso nel 1973. La richiesta verrà esaudita solo nel 2001, quando in Città Alta verrà intitolata una via al grande artista bergamasco. Anche in questo caso i Lions avevano anticipato i tempi.

Pochi mesi prima del passaggio di consegne tra Gian Franco Miller Barbieri e Pierangelo Chiesa, all’intermeeting dei Lions viene ospitato uno dei Padri della Repubblica, il senatore Leo Valiani, che ripercorre quarant’anni di storia repubblicana dialogando a tutto campo con i numerosi giovani del Leo presenti.

Un confronto che tocca temi diffi cili come il terrorismo, le alleanze internazionali, il necessario ammodernamento delle istituzioni dello Stato. Uno dei momenti sicuramente più prestigiosi del mezzo secolo di vita del Bergamo Host. Il Premio della Bontà va a Luisa Rossi, l’ostetrica bergamasca che, a poco meno di cinquant’anni, lascia il posto di caposala del più grande ospedale della ns. provincia per offrire la sua competenza professionale presso una modesta infermeria del Camerun.

A maggio del 1986 si svolge a Bergamo la grande adunata degli alpini. Alla testa dei “veci” e dei “bocia” vi è Leonardo Caprioli, bergamasco e Lion dal 1983. Caprioli ha appena assunto la presidenza nazionale dell’A.N.A. (Associazione nazionale alpini) dopo aver retto per quindici anni quella bergamasca.

Per l’Host è un motivo di orgoglio in più. Proprio durante la presidenza di Caprioli prende forma quell’ospedale da campo guidato da Lucio Losapio, primario ai Riuniti, che debutterà nel 1988 durante il terremoto in Armenia.

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